Gaslighting
è una forma di violenza psicologica nella quale false informazioni sono presentate alla vittima con l'intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione.
Di seguito, tratto da http://www.stateofmind.it/2014/02/gaslighting-forma-violenza-psicologica/
Il termine deriva da un’opera teatrale del 1938 Gas light (Luci a gas, inizialmente nota come Angel Street negli Stati Uniti), e dagli adattamenti cinematografici di Alfred Hitchcock “Rebecca – la prima moglie” del 1940 e “Angoscia” film italiano del 1944. La trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, e insistendo che la moglie si sbaglia o si ricorda male quando nota questi cambiamenti. Il titolo origina dal subdolo affievolimento delle luci a gas da parte del marito, cosa che la moglie accuratamente nota ma che il marito insiste essere solo frutto dell’immaginazione di lei.
Da qui, il termine gaslighting è utilizzato per definire un crudele comportamento manipolatorio messo in atto da una persona per far si che l’altra dubiti di se stessa e dei suoi giudizi di realtà fino a sentirsi confusa, sbagliata.
Questo tipo di violenza psicologica è insidiosa, sottile, a volte giustificata dalla stessa vittima. E’ una violenza gratuita e persistente, somministrata a dosi quotidiane, ed ha la capacità di “annullare” la capacità di giudizio e autonomia valutativa la persona che ne è bersaglio.
La ricerca dimostra che nella stragrande maggioranza dei casi la vittima e il gaslightersono quasi sempre partner o parenti stretti.
In numerosi casi il comportamento di gaslighting è adottato dal coniuge abusante per punire o allontanare l’altro quando si vivono rapporti coniugali conflittuali, insoddisfazioni personali e relazioni extraconiugali.
Il gaslighting è una forma di violenza che nasce anche all’interno di rapporti precedentemente costruiti sull’amore. Poi, accade che una frustrazione alla quale non si sa adeguatamente reagire, mette in crisi la sicurezza e la fiducia che ripone in sé il manipolatore e tutto crolla: l’amore è sostituito dalla cattiveria gratuita e dalle molestie.
Gaslighting: i manipolatori
Esistono tre categorie di manipolatori:
a) l’affascinante. E’ probabilmente il più insidioso, sottopone la sua vittima ad una continua doccia scozzese. Alterna silenzi ostili e tremende pungolature a momenti d’alluvione d’amore e lusinghe. Si può solo immaginare l’atmosfera di disorientamento che pervade la vittima.
b) Il bravo ragazzo. Che sembra avere a cuore solo il bene della vittima ma in realtà è un egoista camuffato da persona altruista. E’ sempre attento ad anteporre i propri bisogni, il proprio tornaconto personale a quello della vittima, anche se riesce a dare un’impressione opposta.
c) L’intimidatore. E’ il contrario dei manipolatori precedenti e, sicuramente, il più diretto. Non si preoccupa di nascondersi dietro false facciate. Rimprovera apertamente la vittima, fa battute sarcastiche su di lei, l’aggredisce esplicitamente.
Lo scopo del comportamento di gaslighting, comune alle tre categorie di manipolatori, è ridurre la vittima a un totale livello di dipendenza fisica e psicologica, annullando la sua capacità di autonomia e responsabilità. La persona vittima si troverà imprigionata da questo comportamento e, lentamente, le sue resistenze si affievoliranno sino a scomparire del tutto, diventando inconsapevole complice del suo aguzzino.
Le fasi della manipolazione del Gaslighting
In questo sprofondamento nell’abisso la vittima attraverserà tre fasi successive:
a) La prima fase sarà caratterizzata da una distorsione della comunicazione. Il perseguitato non riuscirà più a capire il persecutore. I “dialoghi” saranno caratterizzati da silenzi ostili, alternati da piccature destabilizzanti. La vittima si troverà così disorientata, confusa nella nebbia.
b) La seconda fase sarà caratterizzata da un tentativo di difesa. La vittima cercherà di convincere il suo abusante che quello che dice non corrisponde alla verità; proverà ad instaurare un dialogo, ostinato, con la speranza che ciò serva a far cambiare il comportamento del gaslighter. La vittima si sentirà come investita da un compito basilare: le sue capacità d’ascolto e di dialogo riusciranno a far cambiare l’abusante.
c) La terza fase è la discesa nella depressione. La vittima si convincerà che ciò che l’abusante dice nei suoi confronti corrisponde a verità, si rassegna, diventa insicura ed estremamente vulnerabile e dipendente. In questa fase la perversione relazionale raggiunge l’apice: la violenza si cronicizza e la vittima si convince della ragione e anche della bontà del manipolatore che, spesso, viene anche idealizzato.
IL GASLIGHTING DEL NARCISISTA
tratto da: http://www.narcisista Dottoressa Claudia Scarpati "Chiama il numero 340 8048443 per fissare un appuntamento presso il mio studio. Attraverso un incontro preliminare potremo analizzare la tua esperienza e valutare l’opportunità di un percorso terapeutico" A FINE ARTICOLO TROVERETE I RIFERIMENTI DELLA DOTTORESSA SCARPATI.
Il narcisista è un manipolatore, completamente mancante di empatia, che causa consapevolmente dolore agli altri senza alcun rimorso o senso di responsabilità, solo al fine di trarre il proprio rifornimento narcisistico.
Il Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP) è caratterizzato dalla completa mancanza di empatia. Il narcisista è incapace di stabilire connessioni intime e di comprendere i bisogni emotivi dell’altro. Generalmente cresciuto in ambienti famigliari disfunzionali (anaffettivi o iper-soddisfacenti), il narcisista non ha sviluppato una propria identità e non è in grado riconoscersi senza far riferimento agli altri. Il meccanismo di difesa è la creazione di un falso sé, che il narcisista alimenta attraverso uno smisurato bisogno di attenzioni, gratificazioni e ammirazione.
A prima vista carismatico e seducente, nelle relazioni di coppia il narcisista è bugiardo e manipolatore. L’arroganza e la prevaricazione si rivelano però tardivamente, prendendo il posto della maschera di dolcezza che indossa per far colpo sulla preda. Riuscito a farla innamorare, il narcisista occupa ogni spazio vitale della vittima, rendendola insicura, isolata e vulnerabile. Stremata e indifesa, la vittima è infine abbandonata nel modo più brutale. Il narcisista, intanto, è già immerso in un’altra storia, in un identico ciclo di abusi psicologici per sfamare il proprio ego. Si parla infatti della danza del narcisista, un ciclo senza fine che prevede tre fasi: idealizzazione (o love bombing) – svalutazione – abbandono.
Le ferite inflitte da un partner narcisista sono profonde ed influenzano ogni aspetto della quotidianità. Intraprendere un percorso psicoterapeutico è il primo passo per recuperare la propria individualità e ritrovare equilibrio e serenità.
Leggendo l’identikit del narcisista hai riconosciuto comportamenti familiari?
Riconoscere il problema
L’abuso del narcisista sulla vittima è così profondo e complesso da aver portato alla definizione di un termine specifico: Sindrome da Vittima di Abuso Narcisistico.
Ciò che accomuna chi soffre di questo disturbo è la quasi la totale inconsapevolezza. Per ritrovare la propria stabilità bisogna quindi imparare a riconoscere le tattiche usate dal narcisista, evitando di cadere nelle sue manipolazioni. Il narcisista proietta le proprie insicurezze sulla vittima, portandola a convivere con la vergogna e l’umiliazione. Sentendosi responsabile per i comportamenti del proprio aguzzino, la vittima finisce per disprezzare se stessa. Il senso di inadeguatezza pervade ogni aspetto della sua vita, tanto da assistere ad una vera e propria devastazione della propria identità.
In un meccanismo di difesa che ricorda la Sindrome di Stoccolma, la vittima risponde all’abuso difendendo il suo carnefice. Menzogna e raggiro sono le armi del narcisista per isolare la preda e renderla schiava, al punto da indurla a credere che la sua esistenza andrebbe in pezzi se lui dovesse abbandonarla. Quando la vittima incontra il narcisista è appagata dalle sue lusinghe, dall’illusione di essere l’unica a renderlo felice. Inizia a prendersi cura di lui e fa di tutto per farlo stare bene, rassicurandolo sulle sue qualità e convincendosi gradualmente che sia tutto vero.
Il quadro però si ribalta presto: la vittima sviluppa il disperato bisogno di ricevere le attenzioni del narcisista e senza il suo riconoscimento si sente vuota. Questi meccanismi spiegano perché uscire dalla Sindrome da Vittima di Abuso Narcisistico sia un percorso tanto lungo e doloroso.
La vittima non deve solo accettare la fine di una relazione, ma cominciare a ricostruire se stessa.
NARCISISMO PATOLOGICO E SOSTEGNO EMOTIVO
Un narcisista non fornisce mai alcun tipo di sostegno alla propria vittima.
È talmente concentrato su se stesso e sulla propria ricerca di rifornimento narcisistico da non avere alcuno spazio da poter dedicare all’altro.
Gli unici momenti in cui un narcisista dedica le proprie attenzioni alla vittima sono due: quando ella fornisce narcissistic supply e quando interrompe il rifornimento.
È talmente concentrato su se stesso e sulla propria ricerca di rifornimento narcisistico da non avere alcuno spazio da poter dedicare all’altro.
Gli unici momenti in cui un narcisista dedica le proprie attenzioni alla vittima sono due: quando ella fornisce narcissistic supply e quando interrompe il rifornimento.
In qualità di empatica, la vittima è portata ad aspettarsi sostegno reciproco all’interno della relazione, così come ci si sostiene a vicenda in una qualsiasi relazione affettiva sana.
Tuttavia, un narcisista non è in grado di apportare alcun sostegno nell’ambito del rapporto: semplicemente, egli non ha nulla da dare.
Tuttavia, un narcisista non è in grado di apportare alcun sostegno nell’ambito del rapporto: semplicemente, egli non ha nulla da dare.
Sicuramente, un narcisista è perfettamente in grado di osservare ed imitare il modo in cui le persone forniscono supporto emotivo l’un l’altra, di apprendere la postura, la mimica, il linguaggio.
Questo insieme di apprendimenti è, fra l’altro, l’armamentario che il narcisista utilizza nella fase dell’idealizzazione.
Infatti, ci sono sicuramente episodi di sostegno emotivo durante il love-bombing e sono frutto dell’imitazione del comportamento altrui che il narcisista ha appreso nelle precedenti relazioni.
Questo insieme di apprendimenti è, fra l’altro, l’armamentario che il narcisista utilizza nella fase dell’idealizzazione.
Infatti, ci sono sicuramente episodi di sostegno emotivo durante il love-bombing e sono frutto dell’imitazione del comportamento altrui che il narcisista ha appreso nelle precedenti relazioni.
In realtà, un narcisista non sente assolutamente nulla, non è in grado di empatizzare con l’esperienza emotiva dell’altro e non ne sarà mai in grado.
Tuttavia, l’imitazione di un comportamento sensibile ed empatico condiziona la vittima a percepirlo come tale, sviluppando in lei un’aspettativa di affidabilità e reciprocità.
Tuttavia, l’imitazione di un comportamento sensibile ed empatico condiziona la vittima a percepirlo come tale, sviluppando in lei un’aspettativa di affidabilità e reciprocità.
In aggiunta a tutto questo, nel momento in cui una vittima di abuso narcisistico si rivolge al partner per chiedere sostegno e conforto, non fa altro che dimostrargli la propria vulnerabilità ed è proprio la vulnerabilità ad attivare nel narcisista una rabbia furiosa ed una intolleranza estrema.
Nei casi più fortunati, un narcisista inventerà un’emergenza per potersi sottrarre alla necessità di sostenere la vittima, fuggendo a gambe levate dalla situazione problematica; la vittima sarà portata a credere che quel sostegno sarebbe arrivato, se solo lui non avesse avuto quell’emergenza.
Nei casi più frequenti invece, un narcisista resterà semplicemente immobile e passivo, nell’assoluta incapacità di essere compassionevole e di sostegno.
Nei casi più fortunati, un narcisista inventerà un’emergenza per potersi sottrarre alla necessità di sostenere la vittima, fuggendo a gambe levate dalla situazione problematica; la vittima sarà portata a credere che quel sostegno sarebbe arrivato, se solo lui non avesse avuto quell’emergenza.
Nei casi più frequenti invece, un narcisista resterà semplicemente immobile e passivo, nell’assoluta incapacità di essere compassionevole e di sostegno.
La reazione più estrema alla richiesta di supporto emotivo è la rabbia.
Nel momento in cui una vittima pone il partner di fronte ad un proprio bisogno emotivo, non fa altro che metterlo di fronte ad uno stato di riduzione del proprio potere e del proprio carisma, attivando un senso di inferiorità.
L’unico modo che il narcisista conosce per annullare quella sensazione è l’attacco.
Un narcisista ha infatti bisogno di ripristinare il proprio potere e questo significa necessariamente degradare, svalutare, umiliare ed insultare la vittima, esattamente nel momento in cui questa è più esposta e vulnerabile.
Nel momento in cui una vittima pone il partner di fronte ad un proprio bisogno emotivo, non fa altro che metterlo di fronte ad uno stato di riduzione del proprio potere e del proprio carisma, attivando un senso di inferiorità.
L’unico modo che il narcisista conosce per annullare quella sensazione è l’attacco.
Un narcisista ha infatti bisogno di ripristinare il proprio potere e questo significa necessariamente degradare, svalutare, umiliare ed insultare la vittima, esattamente nel momento in cui questa è più esposta e vulnerabile.
Contemporaneamente, tutta l’ipocrisia del narcisista si manifesta nel momento in cui è lui stesso ad avere bisogno di supporto emotivo.
In quel caso, egli si aspetterà il totale sostegno da parte della vittima, anche laddove questa dovesse trovarsi in una situazione di difficoltà.
Si crea quindi un paradosso per il quale una persona che sta copiosamente sanguinando (la vittima) si trova a medicare il piccolo graffio dell’altro (il narcisista).
In quel caso, egli si aspetterà il totale sostegno da parte della vittima, anche laddove questa dovesse trovarsi in una situazione di difficoltà.
Si crea quindi un paradosso per il quale una persona che sta copiosamente sanguinando (la vittima) si trova a medicare il piccolo graffio dell’altro (il narcisista).
Il motto del narcisista è sempre lo stesso: “fate quello che dico, non fate quello che faccio”.
L'INTERRUTTORE DEL NARCISISTA
Tra i comportamenti più difficili da comprendere quando ci si confronta con un narcisista, ce ne è uno che sicuramente provoca il maggior grado di disorientamento cognitivo ed affettivo nella vittima.
È quello che io chiamo l’INTERRUTTORE DEL NARCISISTA e si riferisce alla capacità di passare da uno stato ON ad uno stato OFF senza alcun apparente motivo.
È quello che io chiamo l’INTERRUTTORE DEL NARCISISTA e si riferisce alla capacità di passare da uno stato ON ad uno stato OFF senza alcun apparente motivo.
Potreste aver passato una giornata meravigliosa e trovarvi, il giorno dopo, in uno stato di improvvisa, inspiegata ed assoluta indifferenza e mancanza.
ON…. OFF. Punto.
ON…. OFF. Punto.
In questi casi, solitamente, il trattamento del silenzio non è particolarmente prolungato, ma il narcisista rimanda il momento del chiarimento di diverse ore.
Le risposte sono brevi, sostanzialmente dei monosillabi, che non dicono nulla (quantomeno nulla di credibile) e non placano l’ansia della vittima, ma anzi ne alimentano lo stato di paranoia e la dissonanza cognitiva.
La vittima inizia solitamente a rimandare al narcisista l’incoerenza di quel comportamento, ignorando il fatto che un narcisista sa sempre perfettamente cosa ha fatto e cosa sta facendo.
Le risposte sono brevi, sostanzialmente dei monosillabi, che non dicono nulla (quantomeno nulla di credibile) e non placano l’ansia della vittima, ma anzi ne alimentano lo stato di paranoia e la dissonanza cognitiva.
La vittima inizia solitamente a rimandare al narcisista l’incoerenza di quel comportamento, ignorando il fatto che un narcisista sa sempre perfettamente cosa ha fatto e cosa sta facendo.
L’errore più frequente è quello di ritenere un narcisista inconsapevole delle macchinazioni perverse che sta mettendo in atto.
Egli sa perfettamente di essere stato il principe azzurro il giorno prima e di essersi trasformato in un insensibile blocco di marmo il giorno dopo.
Non solo.
Non è vero che un narcisista non sappia spiegare il perchè dei propri comportamenti: semplicemente non vuole.
Molto probabilmente ascriverà il senso del proprio agire alla stanchezza o ad un problema del quale non sente di voler parlare.
Egli sa perfettamente di essere stato il principe azzurro il giorno prima e di essersi trasformato in un insensibile blocco di marmo il giorno dopo.
Non solo.
Non è vero che un narcisista non sappia spiegare il perchè dei propri comportamenti: semplicemente non vuole.
Molto probabilmente ascriverà il senso del proprio agire alla stanchezza o ad un problema del quale non sente di voler parlare.
Tutto questo attiverà nella mente della vittima un estremo bisogno di amplificare la propria capacità empatica e di comprensione e la spingerà a fare di tutto pur di garantire sostegno (rifornimento narcisistico) al partner.
Non si accorgerà di camminare su una sottilissima lastra di ghiaccio.
Se si spinge troppo oltre, potrebbe attivare l’insofferenza e la rabbia del narcisista.
“Per te deve sempre esserci un motivo” – “Non ho il diritto di essere chiuso per una giornata?”.
Non si accorgerà di camminare su una sottilissima lastra di ghiaccio.
Se si spinge troppo oltre, potrebbe attivare l’insofferenza e la rabbia del narcisista.
“Per te deve sempre esserci un motivo” – “Non ho il diritto di essere chiuso per una giornata?”.
Più tardi, il narcisista manderà un messaggio di scuse e di relative, minime, spiegazioni.
La vittima si sentirà sollevata ed amata, si scuserà per essere stata così “insensibile” o “egocentrica” durante la giornata, si scuserà per aver chiesto attenzioni in un momento in cui il partner aveva altri problemi cui pensare, e si sentirà grata per aver ricevuto comunque quel messaggio di scuse.
La vittima si sentirà sollevata ed amata, si scuserà per essere stata così “insensibile” o “egocentrica” durante la giornata, si scuserà per aver chiesto attenzioni in un momento in cui il partner aveva altri problemi cui pensare, e si sentirà grata per aver ricevuto comunque quel messaggio di scuse.
Recupererà il contatto e riattiverà lo stato di assoggettamento psicoemotivo.
Invece di fare l’unica cosa sensata: lasciarlo.
Invece di fare l’unica cosa sensata: lasciarlo.
IL SILENZIO DEL NARCISISTA, L'ATTESA DELLA VITTIMA
Il silenzio del narcisista è la più crudele delle armi che sia in grado di utilizzare ed è quella che, più di ogni altra, condizionerà il comportamento della vittima.
Perché un narcisista si avvale del silenzio?
In primo luogo, nel momento in cui interrompe ogni contatto con la propria vittima, può ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
Nella fase del silenzio, un narcisista non deve fare assolutamente nulla: può semplicemente stare immobile, lontano dalla vittima, e continuare ad ottenere intense reazioni emotive.
Una persona empatica non accetterà il silenzio dicendosi “Va bene, sarà impegnato… ci sentiremo quando potrà… io, intanto, continuo la mia vita”.
In primo luogo, nel momento in cui interrompe ogni contatto con la propria vittima, può ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
Nella fase del silenzio, un narcisista non deve fare assolutamente nulla: può semplicemente stare immobile, lontano dalla vittima, e continuare ad ottenere intense reazioni emotive.
Una persona empatica non accetterà il silenzio dicendosi “Va bene, sarà impegnato… ci sentiremo quando potrà… io, intanto, continuo la mia vita”.
Le persone empatiche non lo fanno mai.
Nel silenzio iniziano a pensare che sia successo qualcosa (soprattutto comparando quella fase alla precedente, quella dell’idealizzazione e del love bombing) e molto rapidamente inizieranno a pensare che quel “qualcosa” sia a loro carico.
Una persona affettivamente dipendente inizierà a fare qualsiasi cosa per cercare di comprendere cosa sia accaduto e porvi rimedio.
In poche parole, questo semplicemente significa che la vittima non continuerà la propria vita salvaguardando se stessa, ma porterà rifornimento narcisistico di altissima qualità pur non ricevendo alcuna risposta.
Nel silenzio iniziano a pensare che sia successo qualcosa (soprattutto comparando quella fase alla precedente, quella dell’idealizzazione e del love bombing) e molto rapidamente inizieranno a pensare che quel “qualcosa” sia a loro carico.
Una persona affettivamente dipendente inizierà a fare qualsiasi cosa per cercare di comprendere cosa sia accaduto e porvi rimedio.
In poche parole, questo semplicemente significa che la vittima non continuerà la propria vita salvaguardando se stessa, ma porterà rifornimento narcisistico di altissima qualità pur non ricevendo alcuna risposta.
Inoltre, dopo essere stata sottoposta a numerosi e ripetuti episodi di questo tipo, una vittima diventerà estremamente sensibile anche alla più minima forma di silenzio e farà di tutto per cercare di evitare che si ripresenti, entrando in uno stato di attivazione e di allerta costante.
Inizierà a fare supposizioni ed anticipazioni su tutto quello che potrebbe riattivare la risposta del silenzio, analizzando ogni proprio minimo movimento per evitare che questo determini una nuova frattura.
In questo senso, l’abuso compie la propria parabola devastante: pur nell’assoluta immobilità del carnefice, la vittima attiva ed alimenta l’erosione della propria identità per evitare un nuovo episodio abusante.
E proprio nel momento in cui cerca di proteggersi dal dolore, compiacendo il proprio aguzzino, la vittima ne compie il sadico disegno.
Inizierà a fare supposizioni ed anticipazioni su tutto quello che potrebbe riattivare la risposta del silenzio, analizzando ogni proprio minimo movimento per evitare che questo determini una nuova frattura.
In questo senso, l’abuso compie la propria parabola devastante: pur nell’assoluta immobilità del carnefice, la vittima attiva ed alimenta l’erosione della propria identità per evitare un nuovo episodio abusante.
E proprio nel momento in cui cerca di proteggersi dal dolore, compiacendo il proprio aguzzino, la vittima ne compie il sadico disegno.
Promemoria: l’amore è qualcosa che si dimostra, non che si dice.
LITIGARE CON UN NARCISISTA L'INUTILITA DEL CONFRONTOhttp://www.narcisista.it/litigare-con-un-narcisista-linutilita-del-confronto/
I narcisisti amano ingenerare conflitti per un duplice motivo:
1) Questo provoca una reazione emotiva nella vittima, determinando rifornimento narcisistico;
2) Il conflitto consente al narcisista di mettere la vittima alle corde così da poterla controllare attraverso le offese e la svalutazione.
Sostanzialmente, confrontarsi con un narcisista equivale a cercare di contenere un litro d’acqua con le mani. Inutile.
1) Questo provoca una reazione emotiva nella vittima, determinando rifornimento narcisistico;
2) Il conflitto consente al narcisista di mettere la vittima alle corde così da poterla controllare attraverso le offese e la svalutazione.
Sostanzialmente, confrontarsi con un narcisista equivale a cercare di contenere un litro d’acqua con le mani. Inutile.
Ci sono due tipi di discussioni: quelle create dal narcisista e quelle create dalla vittima.
Nel primo caso, la lite si innesca solitamente su una banalità e, nella maggior parte dei casi, dopo aver condiviso un momento piacevole.
La vittima sarà inizialmente confusa, stordita, impreparata ed incredula.
Proverà a minimizzare l’attacco e le critiche, fin quando sentirà poi la rabbia e l’indignazione salire dentro di lei.
Più si muoverà verso la ricerca di un confronto costruttivo, maggiore sarà lo scherno e la confusività cui verrà sottoposta.
Ora, è importante sottolineare che l’obiettivo del narcisista non è mai dimostrare la validità delle proprie argomentazioni: egli si ritiene già assolutamente nel giusto.
L’obiettivo del narcisista è quello di sconvolgere la vittima e di tramutare qualcosa di piacevole in un momento infernale e delirante.
La lite ha quindi come unico scopo quello di garantire al narcisista controllo e potere sulla vittima.
Nel primo caso, la lite si innesca solitamente su una banalità e, nella maggior parte dei casi, dopo aver condiviso un momento piacevole.
La vittima sarà inizialmente confusa, stordita, impreparata ed incredula.
Proverà a minimizzare l’attacco e le critiche, fin quando sentirà poi la rabbia e l’indignazione salire dentro di lei.
Più si muoverà verso la ricerca di un confronto costruttivo, maggiore sarà lo scherno e la confusività cui verrà sottoposta.
Ora, è importante sottolineare che l’obiettivo del narcisista non è mai dimostrare la validità delle proprie argomentazioni: egli si ritiene già assolutamente nel giusto.
L’obiettivo del narcisista è quello di sconvolgere la vittima e di tramutare qualcosa di piacevole in un momento infernale e delirante.
La lite ha quindi come unico scopo quello di garantire al narcisista controllo e potere sulla vittima.
Il secondo tipo di discussione è quello che si ingenera nel momento in cui la vittima muove delle accuse al narcisista.
Lo stile del confronto è solitamente pacato, umile, sensibile.
L’aspetto che la vittima sottovaluta è che tutto ciò che dirà non verrà minimamente ascoltato né considerato da parte del narcisista.
L’unica cosa che un narcisista percepisce è il fatto di essere stato accusato e criticato.
Mentre la vittima cerca un confronto, tutto ciò che sente il narcisista è una rabbia furiosa che cresce a dismisura per il solo fatto di venir messo in discussione.
Indifferente alle critiche che gli vengono mosse, il narcisista avrà come unica priorità quella di spegnere l’incendio devastante che quelle critiche hanno attivato dentro di lui.
Per interrompere quella rabbia cocente, ha solo due possibilità: la svalutazione della vittima o il muro del silenzio.
Lo stile del confronto è solitamente pacato, umile, sensibile.
L’aspetto che la vittima sottovaluta è che tutto ciò che dirà non verrà minimamente ascoltato né considerato da parte del narcisista.
L’unica cosa che un narcisista percepisce è il fatto di essere stato accusato e criticato.
Mentre la vittima cerca un confronto, tutto ciò che sente il narcisista è una rabbia furiosa che cresce a dismisura per il solo fatto di venir messo in discussione.
Indifferente alle critiche che gli vengono mosse, il narcisista avrà come unica priorità quella di spegnere l’incendio devastante che quelle critiche hanno attivato dentro di lui.
Per interrompere quella rabbia cocente, ha solo due possibilità: la svalutazione della vittima o il muro del silenzio.
Confrontarsi con un narcisista è assolutamente inutile.
Non ci sarà chiarimento o crescita.
Nel migliore dei casi, si uscirà da quel confronto con un profondo senso di disorientamento o di colpa.
Nel caso peggiore, quello che ne deriverà sarà una erosione graduale e costante della propria identità.
Non ci sarà chiarimento o crescita.
Nel migliore dei casi, si uscirà da quel confronto con un profondo senso di disorientamento o di colpa.
Nel caso peggiore, quello che ne deriverà sarà una erosione graduale e costante della propria identità.
Il confronto va attivato con se stessi: ti piace quello che stai vivendo? È davvero quella la persona che ami? Che stimi? Che sa farti felice?
INNAMORARSI DI UN ILLUSIONE
Ti sei innamorata di un’illusione, di qualcosa che non è mai esistito.http://www.narcisista.it/innamorarsi-di-unillusione/Quei giorni meravigliosi vissuti insieme non erano altro che il riflesso distorto della manipolazione subìta.
Ora sei divorata dal bisogno di rivivere quei giorni ed usi tutte le tue energie, emotive e psichiche, nel disperato tentativo di raggiungere l’impossibile.
I suoi silenzi, le sue aggressioni verbali, le svalutazioni, le bugie, i tradimenti, il controllo malevolo e l’intero sistema manipolativo sono stati devastanti ed hanno sgretolato la tua autostima.
Ma tutto questo è nulla comparato a ciò che verrà dopo.
Nel momento in cui prendi la decisione di allontanarti da questo inferno, continuerai a guardarti nostalgicamente indietro, recuperando ricordi, immagini, sensazioni ed ignorandone completamente gli aspetti manipolatori, dimenticando di esserti innamorata di qualcuno che non esiste.
Ricordo dopo ricordo, in un circolo vizioso al quale non riesci a mettere la parola Fine.
Pur soffrendo, ti aggrappi ai ricordi poiché in quei ricordi, in quel dolore, risiede il nucleo del tuo amore, l’essenza di un sentimento e di un legame che ti fa sentire tanto viva quanto devastata.
Gli sguardi, i sorrisi, le riappacificazioni scenografiche, le promesse grandiose… è tutto perso, andato, finito.
Il dolore della consapevolezza di aver amato un’illusione non placherà quel bisogno di riavvicinarsi alla fonte del dolore stesso, confondendolo e sovrapponendolo al concetto di amore.
In una distorta concezione della stima di sé, dichiarerai a te stessa ed al mondo la fierezza di aver amato un essere così deplorevole, di aver ancora la capacità di lottare per amore, di non abbatterti, di crederci ancora e sempre.
Emotivamente, tenderai sempre a trattenere quei ricordi, alimentandone ed amplificandone il senso, senza riuscire ad accettare mai che non fossero reali.
Quello spiraglio, quella piccolissima crepa, quella possibilità, sarà il passaggio attraverso il quale il narcisista tornerà per devastarti di nuovo, per riaprire quella ferita che stavi dolorosamente medicando.
E ti punirà per tutta la forza che hai dimostrato nel non chiamarlo più, per aver bloccato il suo account ed il suo numero, per aver interrotto il cyber stalking.
La punizione avverrà attraverso una nuova, drammatica sequenza di love-bombing-svalutazione-abbandono.
Ma tutto questo è nulla comparato a ciò che verrà dopo.
Nel momento in cui prendi la decisione di allontanarti da questo inferno, continuerai a guardarti nostalgicamente indietro, recuperando ricordi, immagini, sensazioni ed ignorandone completamente gli aspetti manipolatori, dimenticando di esserti innamorata di qualcuno che non esiste.
Ricordo dopo ricordo, in un circolo vizioso al quale non riesci a mettere la parola Fine.
Pur soffrendo, ti aggrappi ai ricordi poiché in quei ricordi, in quel dolore, risiede il nucleo del tuo amore, l’essenza di un sentimento e di un legame che ti fa sentire tanto viva quanto devastata.
Gli sguardi, i sorrisi, le riappacificazioni scenografiche, le promesse grandiose… è tutto perso, andato, finito.
Il dolore della consapevolezza di aver amato un’illusione non placherà quel bisogno di riavvicinarsi alla fonte del dolore stesso, confondendolo e sovrapponendolo al concetto di amore.
In una distorta concezione della stima di sé, dichiarerai a te stessa ed al mondo la fierezza di aver amato un essere così deplorevole, di aver ancora la capacità di lottare per amore, di non abbatterti, di crederci ancora e sempre.
Emotivamente, tenderai sempre a trattenere quei ricordi, alimentandone ed amplificandone il senso, senza riuscire ad accettare mai che non fossero reali.
Quello spiraglio, quella piccolissima crepa, quella possibilità, sarà il passaggio attraverso il quale il narcisista tornerà per devastarti di nuovo, per riaprire quella ferita che stavi dolorosamente medicando.
E ti punirà per tutta la forza che hai dimostrato nel non chiamarlo più, per aver bloccato il suo account ed il suo numero, per aver interrotto il cyber stalking.
La punizione avverrà attraverso una nuova, drammatica sequenza di love-bombing-svalutazione-abbandono.
Come salvarsi? Accetta il fatto che tutto ciò che hai vissuto non era reale.
Quell’amore non lo era. La persona che hai amato non lo era.
Hai amato un ideale, un’illusione, una maschera.
Riparti da qui e vai a cercare un amore autentico: quello per te stessa.
Quell’amore non lo era. La persona che hai amato non lo era.
Hai amato un ideale, un’illusione, una maschera.
Riparti da qui e vai a cercare un amore autentico: quello per te stessa.
E MEGLIO UNA FINE DOLOROSA O UN DOLORE SENZA FINE?http://www.narcisista.it/e-meglio-una-fine-dolorosa-o-un-dolore-senza-fine/Nel momento in cui una persona empatica, con un elevato grado di dipendenza affettiva, viene catturata nella rete del narcisista, solitamente è completamente ignara della situazione nella quale è stata coinvolta.
Tenderà quindi a non lasciare mai il partner… ed un narcisista non lascia mai.
Non completamente almeno.
Una vittima di abuso narcisistico si manterrà sempre disponibile a far sì che il narcisista possa continuare a drenare rifornimento narcisistico da lei.
Sicuramente arriverà la fase dell’abbandono, ma è solo una sorta di messinscena nel grande gioco della manipolazione narcisistica.
Un narcisista ti allontana solo per godere del potere che ha nel momento in cui gli basta un niente per riprenderti.
Se la vittima non è sufficientemente forte, e soprattutto consapevole, al punto da liberarsi di quella relazione, si esporrà costantemente al rischio di riaggancio e rivittimizzazione.
Come se fosse legata ad un elastico, di cui il narcisista tiene stretto il nodo lasciandola rimbalzare avanti ed indietro a proprio piacimento.
Non completamente almeno.
Una vittima di abuso narcisistico si manterrà sempre disponibile a far sì che il narcisista possa continuare a drenare rifornimento narcisistico da lei.
Sicuramente arriverà la fase dell’abbandono, ma è solo una sorta di messinscena nel grande gioco della manipolazione narcisistica.
Un narcisista ti allontana solo per godere del potere che ha nel momento in cui gli basta un niente per riprenderti.
Se la vittima non è sufficientemente forte, e soprattutto consapevole, al punto da liberarsi di quella relazione, si esporrà costantemente al rischio di riaggancio e rivittimizzazione.
Come se fosse legata ad un elastico, di cui il narcisista tiene stretto il nodo lasciandola rimbalzare avanti ed indietro a proprio piacimento.
Quanto tempo può durare questo straziante prendi-e-lascia?
Potenzialmente anche per sempre.
Potenzialmente anche per sempre.
La vittima avrà sempre una funzione di grandissima importanza per il narcisista, in termini di rifornimento, e non c’è alcun motivo (nella percezione patologica) per il quale un narcisista dovrebbe rinunciare a perpetrare questa agonia.
Non chiedere ad un narcisista di porre fine a tutto questo: non lo farà. Mai.
Sii tu la tua motivazione. Chiedi aiuto. Portati in salvo.
Sii tu la tua motivazione. Chiedi aiuto. Portati in salvo.
Taglia quel filo
NO CONTACT E RITORNI NARCISISTICI http://www.narcisista.it/no-contact-e-ritorni-narcisistici/
Un narcisista torna sempre e lo fa per assicurarsi che la propria vittima sia ancora completamente dipendente da lui.
La sua esigenza è quella di sentire che la vittima non ha mosso ancora neanche un solo passo per uscire da quello stato di dipendenza e devozione.
Nel momento in cui si assicura di aver assorbito la vittima in uno stato di confusione e tormento, di averla resa affamata rispetto alla necessità di tornare al periodo iniziale del corteggiamento – tanto da essere pronta ad accettare qualsiasi orrore pur di tornare a quella fase -, il narcisista lascerà la vittima per alcune settimane o qualche mese, per poi tornare.
È in grado di percepire il momento in cui la vittima inizia a dirsi “beh… questa volta è davvero finita… non tornerà” e farà di nuovo la sua comparsa… per poi, inevitabilmente, sparire ancora.
Questo condiziona la vittima ad aspettare il ritorno del narcisista, proprio perché vive una sorta di manipolazione cognitivo-affettiva che mira ad indebolirne le difese e le capacità di giudizio.
Nel momento in cui si assicura di aver assorbito la vittima in uno stato di confusione e tormento, di averla resa affamata rispetto alla necessità di tornare al periodo iniziale del corteggiamento – tanto da essere pronta ad accettare qualsiasi orrore pur di tornare a quella fase -, il narcisista lascerà la vittima per alcune settimane o qualche mese, per poi tornare.
È in grado di percepire il momento in cui la vittima inizia a dirsi “beh… questa volta è davvero finita… non tornerà” e farà di nuovo la sua comparsa… per poi, inevitabilmente, sparire ancora.
Questo condiziona la vittima ad aspettare il ritorno del narcisista, proprio perché vive una sorta di manipolazione cognitivo-affettiva che mira ad indebolirne le difese e le capacità di giudizio.
Nei momenti di distacco, il narcisista si muove alla ricerca di nuove vittime, nell’assoluta tranquillità che la vittima primaria è lì, in attesa, pronta a fornire un nuovo e delizioso rifornimento narcisistico appena egli tornerà.
Solitamente il narcisista ritorna comportandosi come se non fosse successo nulla.
Un semplice messaggio, un “ciao” o un “come stai”, è tipicamente sufficiente a riagganciare la vittima, la quale si sentirà emozionata e felice di quel ritorno.
Nelle prime fasi del ritorno, il narcisista riattiva la fase del love-bombing e la vittima sarà condizionata a credere che ci sia stato un effettivo cambiamento e rivalutazione dei comportamenti precedenti; crederà che, finalmente, il narcisista è tornato per restare e per amare sinceramente.
Penserà che è cambiato.
Pur provando uno stato di rabbia e frustrazione, la vittima sarà manipolata a tal punto da sciogliersi letteralmente in quell’abbraccio ritrovato.
Solitamente il narcisista ritorna comportandosi come se non fosse successo nulla.
Un semplice messaggio, un “ciao” o un “come stai”, è tipicamente sufficiente a riagganciare la vittima, la quale si sentirà emozionata e felice di quel ritorno.
Nelle prime fasi del ritorno, il narcisista riattiva la fase del love-bombing e la vittima sarà condizionata a credere che ci sia stato un effettivo cambiamento e rivalutazione dei comportamenti precedenti; crederà che, finalmente, il narcisista è tornato per restare e per amare sinceramente.
Penserà che è cambiato.
Pur provando uno stato di rabbia e frustrazione, la vittima sarà manipolata a tal punto da sciogliersi letteralmente in quell’abbraccio ritrovato.
Il No Contact ha come finalità primaria quella di evitare la trappola del riaggancio narcisistico.
È solo proteggendosi da qualsiasi rischio di ritorno che una vittima può non solo permettere al proprio sistema nervoso di ristabilire uno stato di lucidità cognitiva, ma può anche proteggersi dagli effetti vischiosi e manipolatori che un semplice sms da parte del narcisista potrebbero avere… e solitamente hanno.
È solo proteggendosi da qualsiasi rischio di ritorno che una vittima può non solo permettere al proprio sistema nervoso di ristabilire uno stato di lucidità cognitiva, ma può anche proteggersi dagli effetti vischiosi e manipolatori che un semplice sms da parte del narcisista potrebbero avere… e solitamente hanno.
Bloccalo su Facebook, Whatsapp, sms, chiamate, mail.
Bloccalo ora.
Bloccalo ora.
DOTTORESSA CLAUDIA SCARPATI
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Sono una psicologa e psicoterapeuta. Lavoro a Roma, dove mi occupo di famiglie e coppie in crisi, ma soprattutto di terapie individuali nelle quali la richiesta di aiuto è motivata dai traumi causati dalla fine di una relazione sentimentale. L’aumento vertiginoso di richieste di aiuto da parte di pazienti uscite da rapporti abusanti mi ha portato a specializzarmi nel trattamento della Sindrome da Vittima di Abuso Narcisistico.
Secondo i dati del Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, il Disturbo Narcisistico della Personalità colpisce soprattutto gli uomini. Le vittime di narcisismo sono quindi in gran parte donne, che hanno sperimentato, nel rapporto di coppia con un narcisista, abusi ad ogni livello: mentale, emotivo, psicologico e fisico. Il narcisista è un partner scaltro, bugiardo e manipolatore. Solo dopo aver conquistato la preda mostrando il proprio lato migliore, getta la maschera per rivelare la sua vera natura. Nonostante si tratti di una patologia dilagante, sono ancora pochi gli studi dedicati ed i terapeuti in grado di padroneggiare le dinamiche comportamentali del narcisista.
Uscire da una relazione con un narcisista è infatti un processo delicato, che richiede un supporto professionale specializzato. Ho accompagnato moltissime donne nella ricostruzione della propria vita. Conosco a fondo l’abuso narcisistico e l’inconsapevolezza che spesso lo accompagna, ma anche il prodigio di assistere alla rinascita di chi lo ha subito."
Chiama il numero 340 8048443 per fissare un appuntamento presso il mio studio. Attraverso un incontro preliminare potremo analizzare la tua esperienza e valutare l’opportunità di un percorso terapeutico





